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Santi Nicolao e Francesco

L’OCCHIO VEDE SOLO CIO’ CHE LA MENTE CONOSCE…

JOHANN WOLFGANG GOETHE

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CHIESA DEI SANTI NICOLAO E FRANCESCO

La chiesa dedicata a san Nicolao dovrebbe risalire al IX secolo. È citata la prima volta a metà del sec. XIII, come dipendenza della pieve di san Giulio all’Isola. L’edificio venne radicalmente trasformato e riprogettato tra il 1602 e il 1607 dall’architetto Cleto da Castelletto Ticino, e dedicato anche a san Francesco, in seguito alla fondazione del Sacro Monte di Orta (1591) dove è narrata la vita del santo d’Assisi. La chiesa sembrebbe sia stata fondata dai monaci benedettini diMassino Visconti derivanti, a loro volta, dai monaci di San Gallo. Dal 1538 essa ospita sopra l’altare maggiore la statua della Madre del Redentore (Vesperbildt = Madonna del tramonto) che in quell’anno aveva manifestato segni miracolosi quali sudorazione e cambiamento di colore. A seguito di tali manifestazioni operate dalla statua, la chiesa diventò meta di pellegrinaggi.

L’attuale struttura architettonica si ispira alla basilica inferiore di San Francesco d’Assisi. Il pronao antistante la facciata fu aggiunto nel 1926.

Il campanile romanico è databile al sec. XII-XIII e fa parte dell’edificio originario.

Internamente la chiesa è ricca di arredi lignei in stile barocco “francescano-cappuccino”, in noce con intarsi di radica incorniciata da legni scuri.

Lungo le pareti laterali vi sono quattro grandi altari, ornati con tele in stile barocco e rococò: altare di san Francesco di Cristoforo Martinoli detto il Rocca risalente agli anni quaranta del Seicento (vedi piantina 16), altare di san Felice diAntonio Busca risalente agli anni quaranta del Seicento  (vedi piantina 5), altare dei santi Francesco, Antonio, Bernardinoopera di Giovanni Battista Cantalupi (1732-1780) (vedi piantina 14) e altare dell’Immacolata con santi francescani opera diGiovanni Battista Cantalupi (vedi piantina 6). L’altare dei santi Francesco, Antonio, Bernardino e quello dell’Immacolata con santi francescani molto probabilmente provengono dalla chiesa francescana di santa Maria al Giardino della Scala in Milano. 
Sulla parete laterale sinistra, nei pressi dell’entrata, vi è il quadro seicentesco di Giovanni Antonio Cucchi raffigurante san Nicolao.

Nel presbiterio trova posto il grande altare maggiore con nicchia e tabernacolo, due abachi con ancone (vedi piantina 9-11).

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La tela sopra l’abaco di destra raffigura san Giuseppe con san Nicolao e san Francesco d’Assisi: sullo sfondo si può vedere la rappresentazione del Sacro Monte. La tela sopra l’abaco di sinistra rappresenta sant’Anna con la giovane figlia Maria e le sante francescane Chiara d’Assisi e Margherita di Cortona. Sulla parete a sinistra del presbiterio vi è un grande medaglione di legno scolpito che raffigura il Cristo in sembianze di un Serafino alato (vedi piantina 12), incorniciato da teste d’angelo e decori vegetali, opera di uno scultore ignoto del XVII secolo. A destra si trova la tela della Natività del bolognese Camillo Procaccini (si ricorda che in passato la tela era collocata nella cappella I dove è rappresentata la nascita di san Francesco).

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Sopra l’altare è presente la Madre del Redentore (vedi piantina 10) di artista ignoto. La statua è in tronco di ciliegio, scolpito nella parte anteriore e concavo nella parte posteriore, come era tradizione nel medioevo per preservarlo dal tarlo. La statua è in stile gotico (sec. XIV), mentre la nuvola e gli angeli di fondo richiamano lo stile barocco (pur essendo del XIX sec.).

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Le due statue in gesso: sant’Antonio del 1935, collocata vicino all’altare di san Felice di Cantalice e san Francesco del 1926, posta nella cappella a lui dedicata sono opera dello statuario di Milano Giovanni Nardini.

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Le due statue di legno di tiglio sono opera dello scultore Mathias Resch e raffigurano san Giuseppe Maria Gambaro che fece il noviziato al Monte Mesma e fu canonizzato da Papa Giovanni Paolo II (vedi piantina 13); e santa Elisabetta d’Ungheria (vedi piantina 7).

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Il primo benedice con la mano destra mentre con la sinistra sorregge un libro e la palma del martirio, la seconda nella mano destra regge la brocca dell’acqua, che richiama il servizio dato ai malati negli ospedali, mentre nella sinistra tiene un mazzo di rose con al centro un pezzo di pane, per ricordare il miracolo del pane nascosto nel grembiule trasformato in rose, perché destinato ai poveri

Sulla bussola, sopra la porta di entrata, è posta la cantoria dell’organo dei f.lli Scolari (vedi piantina 1) che è stata restaurata nel 2009 ed è stata riportata alla fisionomia originaria del 1901-1902. Il coro del 1829 è formato da trentuno stalli opera del falegname Carlo Pontiroli di Lortallo e sostituisce l’antico coro del Seicento andato perduto durante le soppressioni napoleoniche (di cui rimane solo il pavimento di noce originario).

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La sacrestia con pavimento in legno di noce con il grande mobile dove si conservano reliquari e arredi liturgici, ospita anche un armadio e due inginocchiatoi impreziositi dai dipinti di Federico Bianchi.

Presso la Chiesa è sepolta la nobildonna Rosa Manzoni, zia dell’autore de “I Promessi Sposi” Alessandro Manzoni; la lapide è situata nel corridoio che collega la Cappella di san Francesco con la sacrestia della chiesa. Dopo il restauro è stata collocata la pietra tombale, originariamente situata nell’area cimiteriale.

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Presso il primitivo convento del Sacro Monte, presso la chiesa, trascorse l’anno di noviziato padre Cristoforo Picenardi, passato alla storia per essere un personaggio de “I Promessi Sposi”.

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FONTI

- Padre Angelo Maria Manzini, Chiesa dei santi Nicolao e Francesco, Borgomanero, Litopress, 2010.
- Padre Angelo Maria Manzini, Chiesa dei santi Nicolao e Francesco (guida alla visita), Borgomanero, Litopress, 2006.

- Melzi d’Eril, Sacro Monte d’Orta in Isola San Giulio e Sacro Monte d’Orta (a cura di G. A. Dell’Acqua), Torino 1977.

Ricerca e fotografie di Andrea Savoini.


 

THE CHURCH OF SAINTS NICOLAO AND FRANCIS

The church dedicated to Saint Nicolao is thought to date back to the ninth century. The first reference to the church dates back to the mid-thirteenth century, as a dependency of the parish church of Saint Julius on the island. The building was radically changed and redesigned between 1602 and 1607 by the architect Cleto da Castelletto Ticino, and was dedicated also to Saint Francis, following the foundation of the Sacro Monte di Orta (1591), which narrates the life of Saint Francis. The church is thought to have been founded by the Benedictine monks of Massino Visconti, which, in turn, derived from the monks of San Gallo. Since 1538 the church has housed above its altar a statue of the Madre del Redentore (Vesperbildt = Madonna del Tramonto), which, in that year, showed miraculous signs such as perspiration and change in colour. Following these signs the church became a destination for pilgrims.
The current architectural structure is inspired by the Lower Basilica of Saint Francis of Assisi. The pronaos in front of the façade was added in 1926.
The Romanesque bell tower dates back to the twelfth-thirteenth centuries and belonged to the original building.
Inside the church boasts a number of wooden "Franciscan-Capuchin" Baroque-style furnishings made of walnut, with briar-root inlays and framed with dark woods.
Along the side walls are four large altars decorated with Baroque and Rococo-style canvases: the altar of Saint Francis by Cristoforo Martinoli, known as "il Rocca", dating back to the 1640s (see map 16), the altar of Saint Felix by Antonio Busca dating back to the 1640s (see map 5), the altar of Saints Francis, Anthony and Bernardino by Giovanni Battista Cantalupi (1732-1780) (see map 14) and the altar of the Immaculate Conception with Franciscan saints by Giovanni Battista Cantalupi (see map 6). The altars of Saints Francis, Anthony and Bernardino and of the Immaculate Conception with Franciscan saints are thought to have come from the Franciscan church of Santa Maria al Giardino della Scala in Milan. On the left-hand side wall, near the entrance, is a seventeenth century painting by Giovanni Antonio Cucchi depicting Saint Nicolao.

The large principal altar, with niche and tabernacle, and two abacuses with altarpieces are found in the presbytery (see map 9-11) photo A. The canvas above the right-hand abacus depicts Saint Joseph with Saint Nicolao and Saint Francis of Assisi: in the background you can see the Sacro Monte. The canvas above the left-hand abacus depicts Saint Anna with her young daughter Maria as well as the Franciscan Saints Clare of Assisi and Margaret of Cortona. On the left-hand wall of the presbytery is a large sculpted wooden medal depicting Christ with the features of a winged seraph (see map 12) photo B, framed by the heads of angels and vegetation, the work of an unknown seventeenth-century sculptor. On the right is the canvas of the Nativity scene by Camillo Procaccini of Bologna (the canvas was originally hung in Chapel I, which depicts the birth of Saint Francis).

Above the altar is the Madre del Redentore (see map 10) photo C, by an unknown artist. The statue is carved from cherry wood, sculpted at the front and concave at the back, as per the medieval tradition to preserve it from woodworm. The statue is in Gothic style (fourteenth century), whilst the background cloud and angels are in Baroque style (even though they date from the nineteenth century).

The two statues in plaster: Saint Anthony from 1935, positioned near the altar of Saint Felix of Cantalice and Saint Francis from 1926, positioned in the Chapel in his name, are the works of Giovanni Nardini, a sculptor from Milan. Photo E Photo F

The two lime wood statues are the works of the sculptor Mathias Resch and depict Saint Joseph Maria Gambaro, who was a novice at Monte Mesma and was canonised by Pope John Paul II (see map 13) photo G; and Saint Elizabeth of Hungary (see map 7) photo H. The former gives a blessing with his right hand, while holding a book and the Martyr's Palm in his left. The latter holds a jug of water in her right hand, recalling the service provided to the inform in hospitals, while holding a bunch of roses with a piece of bread in the middle in her left, to recall the miracle of the bread hidden in an apron, which was transformed into roses because it was intended for the poor.
The organ made by the Scolari brothers (see map 1) photo D, which was restored in 2009 and was given back its original features from 1901-1902, is in the choir above the entrance. The 1829 choir is made up of 31 stalls and was made by a carpenter, Carlo Pontiroli, from Lortallo. This replaced the old seventeenth-century choir, which was lost in the Napoleonic suppressions (only the original walnut floor remains).

The walnut-floored sacristy contains a large piece of furniture in which ecclesiastical reliquaries and furnishings are kept, as well as a wardrobe and two kneeling stools decorated with paintings by Federico Bianchi.
Rosa Manzoni, a noblewoman and aunt of the author of "The Betrothed", Alessandro Manzoni, is buried in this church; her headstone is situated in the corridor connecting the Chapel of Saint Francis to the church sacristy. The headstone, which was originally located in the cemetery area, was moved following the church's restoration. Photo I photo L

Father Cristoforo Picenardi, remembered for having been a character in "The Betrothed", spent a year as a novice at this church, at the Convent of Sacro Monte. Photo M
Text by Andrea Savoini