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Madonna della Bocciola

Il santuario della Madonna della Bocciola è situato in posizione panoramica sulla strada che collega Ameno alla sua frazione di Vacciago ed è fra i più importanti centri religiosi dell'intero bacino del Lago d'Orta.

L’edificio attuale è databile al 1754 ed è sorto sui resti di una chiesa preesistente edificata in memoria di un miracolo avvenuto a Giulia Manfredi, una bambina muta fin dalla nascita, che quotidianamente, per aiutare i suoi genitori portava al pascolo le bestie.

Il 28 marzo del 1543, la giovane vide apparire la Madonna in una sfolgorante luce tra i rami di un pruno selvatico (“bocciolo” nel dialetto locale) che la chiamava per nome. La Madonna chiedeva che da quel momento fosse venerata in quel luogo e di solennizzare, oltre alla domenica, anche il sabato. Se così avessero fatto, la Madonna prometteva agli abitanti di Vacciago di liberarli da ogni dolore e preoccupazione.

In seguito all'accaduto la bambina riacquistò la parola e riferì agli abitanti la straordinaria apparizione; lo scetticismo di questi ultimi fu vinto da un ennesimo miracolo: improvvisamente le campane della chiesa di Vacciago iniziarono a suonare.

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Pianta

La chiesa si articola su una pianta centrale quadrilobata, in quanto le due precedenti cappelle laterali, trasformate poi in navatelle sono state incorporate in quella centrale.

Il campanile fu costruito nel 1922 dall’architetto Carlo Nigra.

La facciata

La facciata è neoclassica ed è stata realizzata a partire dal 1840 sul progetto di Giovanni Molli e fu completata nel 1875.

L’imponente pronao è sostenuto da quattro colonne in granito di Baveno con capitello di ordine ionico. Nella trabeazione il fregio è sostituito da una scritta: Gloriosa dicta sunt de te, relativa alla Madonna. Esso è coronato da un timpano.

Il resto della facciata è divisa in tre livelli da sottili cornici marcapiano: nel primo si trovano le tre porte d’ingresso; due finte finestre sormontano le porte laterali, mentre tre archi a tutto sesto incorniciano la porta d’ingresso e i vani delle due precedenti finestre.

Il secondo livello ricorda l’attico degli antichi archi di trionfo, mentre il terzo livello si qualifica soprattutto per le balaustre e i fastigi a voluta che si dispongono simmetricamente rispetto alla croce raggiante. Alla estremità dei fastigi e sui tre angoli del frontone si impongono, come antiche statue acroteriali, degli angeli.

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Interno

L'interno è centrato su una cupola ribassata affrescata con il trionfo di Maria che poggia su quattro pilastri. Un fregio continuo corre su tutta la parete. E’ animato da decorazioni zoomorfe e arricchito da urne cinerarie, racemi, rosette e palmette a stucco.

Nell'abside si trova un altare di fattura neoclassica, realizzato dall’architetto Giulio Aluisetti nel 1825, in marmo di Carrara ispirato alla severità delle forme antiche. E’ ornato con decorazioni di gusto corinzio e fregi di bronzo dorato. La vite e i gigli che completano la decorazione alludono al sacrificio che vi si celebra e alla purezza di Maria. Sopra l’altare fu collocato l’affresco originale della Madonna col Bambino.

Ciclo di affreschi

Le pareti sono decorate con affreschi, in eccellente stato di conservazione, realizzati dal pittore lombardo Agostino Comerio(Locate Varesino, 1784-1824) e risalgono al 1820-1821. Il ciclo composto da 36 affreschi rappresenta la narrazione di episodi e raffigurazioni di personaggi dell'Antico Testamento, collegati con la venuta del Salvatore e con la figura di Maria.

Il sogno di Giacobbe si trova sulla volta dell'atrio, e fa riferimento alla fuga di Giacobbe, dopo l'inganno ai danni di Esaù(Giacobbe, aiutato dalla madre, si era sostituito al fratello Esaù per ricevere la benedizione del padre). Lungo la strada Giacobbe si addormentò e sognò una scala che saliva verso il cielo sulla quale salivano e scendevano angeli. In cima alla scala si trovava Dio che promise protezione sui suoi discendenti.

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Sulla parete a sinistra dell’atrio si trova l’affresco di Davide che combatte contro un leone, mentre sulla parete a destra vi èMosè col gregge di Ietro e, in secondo piano, davanti al roveto ardente, Dio appare sotto forma di un angelo.

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Sopra la porta d'ingresso, sulla parete di controfacciata, è rappresentato l'incontro del generale ebreo Iefte con la propria figlia, destinata a essere offerta in sacrificio come ringraziamento per la vittoria sui nemici.

Giuditta e Oloferne è l’affresco situato sulla parete sinistra del corpo centrale; racconta la storia biblica di Giuditta, una giovane vedova che per salvare la sua città dall'assedio si introduce di nascosto nell'accampamento nemico. Il comandante Oloferne innamorato della giovane organizza un banchetto ma, ubriaco, si addormenta e Giuditta lo decapita con la sua stessa spada.

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Sulla parete destra troviamo l'affresco riguardante la fuga degli Ebrei dall'Egitto; in primo piano si possono vedere le danze e i canti delle giovani ebree guidate da Maria, sorella di Mosè, mentre lo sfondo è occupato dalle acque del Mar Rosso che si richiudono sull'esercito del faraone.

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Nella cupola campeggia l’affresco con il trionfo di Maria: al centro la Madonna in una nuvola sorretta da uno stuolo di angeli; a destra e a sinistra due coppie di angeli l’accompagnano festosi. In alto l’arcangelo Michele le offre lo scettro e la corona e un altro angelo regge la bandiera bianca con la croce rossa.

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Nelle quattro vele alla base della cupola troviamo le allegorie di quattro virtù, forse la Giustizia, la Potenza, la Prudenza e la Purezza, secondo l’interpretazione di Carlo Carena.

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Sulle pareti delle quattro nicchie nei pilastri sono raffigurati gli evangelisti con il libro e i loro tradizionali simboli: Matteo con l’uomo alato, Luca con il bue, Marco con il leone, Giovanni con l’aquila.

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Nel presbiterio, al centro della volta, si trova l'affresco della “Donna stellata dell'Apocalisse”. Il racconto dell'Apocalisse al capitolo 12 presenta queste parole: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto”. La donna subito dopo aver partorito viene attaccata da un drago rosso che tenta di uccidere il figlio, che diventerà il Messia e sovrano di ogni terra. Nella religione cristiana la donna simboleggia Maria e il bambino Gesù.

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Sulle pareti del coro sono presenti i seguenti affreschi: Mosè fa scaturire l’acqua (sul collare del cane si legge “A Comerio F[ece] 1821); Daniele giudica i vecchi lussuriosiTobia e Sara sono guidati dall’angelo; Abigail tenta di calmare Davide adirato dopo che suo marito aveva rifiutato l’ospitalità ai suoi uomini. Sulla parete di fondo del coro è raffigurata la storia di Manue e del suo sacrificio.

Sulla lunetta in alto infine si racconta l’episodio del miracolo dell’apparizione della Vergine a Giulia Manfredi. La scena è sormontata dalla scritta ‘Solutum est vinculum linguae eius’.

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FONTI

http://www.santuari.it/bocciola/

- A.A.V.V., Il Lago d'Orta, una guida per il lago di San Giulio, Casale Corte Cerro (VB), Press Grafica s.r.l., 2000.

- A.A.V.V., Cuore Verde tra due Laghi, ITALGRAFICA, Veveri, 2012.

Ricerca e fotografie di Filippo Galli.