Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina “Informazione sui cookie”

Gozzano

Gozzano - Basilica di San Giuliano

Chiesa pievale e successiva sede vescovile

Cenni Storici

Gozzano è uno dei più importanti centri dell’area Cusiana, situato a soli 7 Km di distanza dal lago d’Orta. Il suo nome deriva dal latino Gaudianum, forse interpretabile come fondo di proprietà di un certo Gaudius, forse una tenuta agricola sotto il controllo di un proprietario di un certo rango, legato alla classe dirigente di città più importanti come Novara o Milano. La storia dell’abitato è legata a quella di san Giuliano, evangelizzatore, che giunse, insieme al fratello Giulio, nel IV secolo d.C. dall’isola di Egina, situata nel golfo Saronico.
Il centro storico si raggruppa intorno all’area del Castello, antico castrum medievale dove attualmente si possono ammirare la basilica di San Giuliano e il palazzo Vescovile.
L’attuale basilica, costruita fra il 1712 e il 1723, dopo l’abbattimento della preesistente chiesa pievana a tre navate con due torri in facciata del IX secolo, si trova sulla sommità di un colle, all'estremità orientale della città. In essa sono custodite le reliquie di san Giuliano, patrono di Gozzano. Pare che inizialmente, intorno al 390, quando Giulio e Giuliano giunsero nella zona, il primo luogo di sepoltura del Santo fosse stata la chiesa di san Lorenzo. E’ possibile poi che tra l’VIII e il IX secolo, il corpo di san Giuliano sia stato traslato sul colle, per esigenze di maggior sicurezza (era il periodo delle invasioni deiLongobardi nel 568 d.C. e dei Franchi nel 774 d.C.).
Il colle venne  dunque fortificato e trasformato in castello nell’ XI secolo. Sempre nello stesso periodo fu costruito il campanile della basilica.
Sull’altura fortificata, nel XIII secolo, venne edificato il palazzo, sede estiva dei vescovi di Novara, utilizzato durante le loro visite alla Riviera come alternativa a quello presente sull'isola di San Giulio.

gozzano1

La basilica

La basilica presenta forme architettoniche ispirate all’arte classica e diffuse dalla precettistica della controriforma, sul modello della chiesa del Gesù a Roma e della chiesa di San Fedele a Milano: navata unica con abside semicircolare e cappelle, che si aprono nelle pareti laterali, volta a botte, interno compatto e luminoso. L’esterno è incompiuto e presenta nelle murature tracce dei più antichi edifici ecclesiastici sorti in quel luogo.

gozzano5

Fotografia della facciata - fotografia di Alessandro Vecchi da Wikipedia


All’interno, lungo le pareti si aprono quattro cappelle laterali e la cappella del fonte battesimale.
Sulle pareti del presbiterio della basilica di San Giuliano vi sono due grandi teleri dipinti da Giovanni Battista Ronchelli(1715-1788), in cui vengono narrati due episodi della vita dei santi Giulio e Giuliano. Giovanni Battista Ronchelli, pittore lombardo della Valcuvia recentemente riscoperto, fu chiamato a dipingere le due opere tra il 1760 e il 1770 dai canonici di San Giuliano. Nel primo dipinto è narrato l’incontro, ripreso da un’antica leggenda, dei Santi fratelli con l’imperatoreTeodosio. Nel secondo telero viene rappresentata la predicazione di san Giuliano.
Il campanile, a pianta quadrata, è posto nel punto più alto del colle. E' decorato da sei fasce di archetti pensili, a gruppi di tre, divisi da lesene.

gozzano2

Il fianco della facciata e il palazzo vescovile sullo sfondo

Il Palazzo del Vescovo

Il dominio vescovile sulla “Riviera Inferiore e Superiore”, la zona comprendente GozzanoOrta e i paesi limitrofi dislocati sulle rive del lago d’Orta, durò circa dieci secoli, a partire circa dal X secolo d.C. Sono quasi completamente scomparsi i sette stemmi della facciata del palazzo vescovile, mentre si sono conservati i due, scolpiti in pietra sotto la loggetta, dei vescovi Arcimboldi e Balbis Bertone. Di quest’ultimo è visibile lo stemma anche sul cancello d’ingresso, in ferro battuto. La costruzione duecentesca fu eretta per volontà del vescovo Pietro IV sui ruderi di un antico castello.
L'edificio ora si presenta a pianta quadrata: sulla facciata, di semplice fattura, si può ammirare un elegante balconcino loggiato. Davanti al palazzo si stende un giardino, a cui si accede attraverso una cancellata di ferro battuto.

gozzano4


Il campanile romanico

È  l’elemento unico conservatosi dall’antico edificio romanico. Costruito tra il 1050 e il 1075 si trova a settentrione della basilica, nel punto più 
elevato del colle. A pianta quadrata la struttura, è divisa verticalmente in sei livelli decorati da archetti pensili a gruppi di tre divisi al centro da lesene. Tali livelli erano un tempo traforati da monofore e bifore oggi tamponate. Le finestre dei due piani inferiori sono feritoie, quelle dei tre piani soprastanti erano bifore, due per ogni faccia, di ampiezza crescente man mano che si sale; quelle del quinto piano sono ancora contornate da una ghiera in cotto. La cella campanaria è stata modificata. La muratura è rozza, composta esclusivamente di pietrame con assenza assoluta di blocchi squadrati anche negli spigoli e negli archivolti.

gozzano3

Il campanile del XI secolo

Il battistero

Il battistero romanico è stato sostituito dall’Oratorio di San Gaetano, sede della confraternita del SS. Sacramento. L’edificio, a pianta ottagonale, con portico in facciata sostenuto da due coppie di colonne, venne costruito nel 1673.


Nella "Corografia della Riviera di San  Giulio" di Lazzaro Agostino Cotta è riportata una dettagliata descrizione della chiesa nel XVII secolo, della quale ci rimangono solo due capitelli, che sono stati murati nelle pareti.

Al fianco orientale della terra sorge un piacevolissimo colle, che castello si chiama: sul declive occidentale di questo sta il palazzo residenza dei vescovi conte, la cui fondazione da alcuni s’attribuisce al vescovo conte frate Guglielmo Amidano cremonese, autore del palazzo dell’isola; ma io la credo più antica, massime non apparendo gl’indicii che in tanti altri edificii o ristorati o levati di pianta lasciò quell’insigne prelato, come nota Bascapè parlando di Vespolate e dell’isola. Tra le molte instaurazioni fattevi dalli vescovi conti Bosso, Arcimboldi, Bascapè e Taverna vi sono rimaste due basi su gl’angoli meridionale ed occidentale, sopra delle quali aveva l’autore piantate le torrette rotonde, come anco sopra gli altri due angoli, le quali basi, costrutte a piede crescente, rimangono coperte dallo sporto del tetto. Vi resta pure in piedi nel mezzo della facciata una torre quadra, al piede della quale si apre la porta con cataratta, ossia saracinesca levatile. Qual castello s’inalzasse già sopra di questo colle, e come sia stato distrutto, non se ne tiene contezza. Oggidì si rimirano gli avanzi della muraglia, la quale, abbracciando la sommità, lo fasciava, ben fornita di balestriere e ripari. Della sua antichità danno infallibile indicio le due porte, sopra a ciascuna delle quali s’inalza una torre quadra con le aperture e parapetti per battere, le ante che s’aggirano sopra dei perni ficcati col capo nel sasso ed alcuni pezzi di corritore sotto alla corona della muraglia. Nell’anno 1023, 10 aprile, per rogito di Valperto si vendono alcuni edificii , e sotto ’anno 110 ne fa menzione Bascapè. Più oltre a tiro di pietra spicca su la sommità la basilica o sia colleggiata parochiale dedicata al glorioso confessore san Giuliano diacono, circondata da cimitero assai ampio e fregiata d’una torre che é riguardevole non solo per la qualità delle sue campane, ma eziandio per essere un rimasuglio d’antichità più volte ristorata. L’architettura da indicio che detta basilica sia stata eretta a’ tempi de’ regi longobardi, cioé doppo dell’anno 600 ma molto prima del 1100. E lunga passi 50, larga 25 col coro rimodernato,  da semicircolare ch’egli era (entro del quale sta appesa una tavola del famoso Gaudenzo Ferrari, ripartita in più pezzi, e che già servì di tabernacolo), con un corso di portici doppii interiori, tutto a volta, senza chiavi, d’altezza mediocre, col pinnacolo o cupula sopra del presbitero assai bassa, illuminata poco fa con due finestre semilunari, l’una in faccia, l’altra al braccio orientale della crocera. Il pavimento intorno all’altar maggiore é una incrosatura a musaico, con inserti in ogni tanta distanza alcuni pezzetti di porfido ed altre pietre di maggior valore ma di rozzo dissegno e di lavoro di poca invenzione. Su gl’angoli della facciata rilevano due torrette quadre, e per esse si ascende a’ portici superiori; la porta principale é adorna d’un nobile vestibolo, ed il fianco meridionale d’un portico. Due sono gli altari minori: l’uno dedicato al santo Rosario e l’altro a san Carlo, ed ambidue ben addobbati. Tre altri benficiati a titolo di cappellania vi si numeravano, cioè De’ Santi Giacomo e Cristoforo, fondato da Anzelino d’Invorio, come in appresso dirò, ed unita poi al canonicato curato Santi Cosmo e Damiano, eretto in essecuzione di testamento di Bernardino Turchi di Pogno, già vescovo di Canovia ed insieme preposito di questo colleggio, rogato a’ 1 marzo 1517, e Di Sant’Antonio  abbate. Di questi due ultimi fa menzione la visita del vicario generale Panezio Pandorzio de’ 6 maggio 1565, rogata da Gioanni Maria Chiappa cancelliere vescovale. (…) colleggiata soldi venti e il fondo di lire vinti per detti suffraggi. Il capello che appeso al cielo vi pende, e il vescovale del  mentovato Bernardino Turchi (…) La dedicazione di questa chiesa, per decreto del vescovo Sigebaldo Cavallazzo dell’anno 1250, si celebra nella domenica doppo della festività natalizia di Maria Vergine, nel qual giorno di Nativita era stata dedicata. Quivi pure, come neII’isola di San Giulio, nel giorno 25 di luglio si celebrano gl’anniversarii suffragi a quel piissimo imperatore Ottone il Grande in memoria d’aver egli ricuperato dalle mani del tiranno Berengario II re di Lornbardia questa Riviera e restituitala tosto alla sede vescovale di Novara sino dall’anno 962.

gozzano6

Fonti

Lazzaro Agostino Cotta, Corografia della Riviera di S. Giulio, Intra, Alberti Libraio Ed., 1980, pag. 259-61.
La prima pubblicazione di questo testo risale al 1688.

gozzano7


Ricerca e fotografie di Lorenzo Fortina.